IL SENSO
LA GRANDIOSITA' DELLA NATURA
COSI' SEMPLICE
ED APPAGANTE MI TRASMETTE
UN IMPAREGGIABILE
SENSO DI REALIZZAZIONE
NON ESISTE PER ME NULLA DI PIU' PERFETTO....
DI FRONTE AD ESSA LA MIA SETE DI CONOSCENZA
RISULTA INESAURIBILE
Annalisa
COSI' SEMPLICE
ED APPAGANTE MI TRASMETTE
UN IMPAREGGIABILE
SENSO DI REALIZZAZIONE
NON ESISTE PER ME NULLA DI PIU' PERFETTO....
DI FRONTE AD ESSA LA MIA SETE DI CONOSCENZA
RISULTA INESAURIBILE
Annalisa
Pagine
Muffa
mercoledì 12 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
GODERE O GUSTARE LA VITA
Sono stata provocata mentalmente a riflettere circa la differenza esistente tra il significato di godere e gustare la vita.
Quale sottile differenza sottintendeva quel famoso psicologo umanista quando ha formulato queste parole?
Lessicalmente i due significati son molto simili, ma quale ottica soggettiva celava tale definizione?
Suppongo che la parola "godere" etimologicamente derivata dal latino gaudere: provare piacere, godimento...possa altresì rievocare una sorta di reazione mentale in memoria di pratiche innaturali o potenzialmente pericolose per l'essere umano.
Un possibile e probabile impegno attivo da parte dell'individuo nello sperimentare stati di piacere innaturali comportano l'abbandono di un equilibrio statico in funzione della necessità di proiettarsi oltre di sè, verso altro e quindi verso percorso potenzialmente inadeguato o pericoloso per la persona.
Essendo un discorso rivolto ai giovani adolescenti, vi ho intavisto come sottintesi alcuni degli abusi attualmente più diffusi: "Alcool, sostanze...."sicuramente considerate dai giovani fonti di divertimento ma la cui dannosità è a tutti altrettanto nota.
Gustare la vita ha sicuramente un impatto uditivo più elegante e completo..
pur avendo anch'esso agganci semantici col piacere, dà l'impressione di essere d'impatto più legittimabile.
E come "gustarsi un frutto squisito" indica l'assaporare lento e consapevole di una cosa preziosa, così va riconosciuta alla vita un enorme valore per ogni esperienza positiva o negativa essa offra.
Un atteggiamento serio e rilassato, l'impegno di affrontare le sfide senza mai drammatizzare, un sereno equilibrio interiore, sono gli stati dell'anima più favorevoli.
Cerchiamo quindi d'imparare insieme a gustare la nostra imperfetta ma unica vita....

Annalisa
Quale sottile differenza sottintendeva quel famoso psicologo umanista quando ha formulato queste parole?
Lessicalmente i due significati son molto simili, ma quale ottica soggettiva celava tale definizione?
Suppongo che la parola "godere" etimologicamente derivata dal latino gaudere: provare piacere, godimento...possa altresì rievocare una sorta di reazione mentale in memoria di pratiche innaturali o potenzialmente pericolose per l'essere umano.
Un possibile e probabile impegno attivo da parte dell'individuo nello sperimentare stati di piacere innaturali comportano l'abbandono di un equilibrio statico in funzione della necessità di proiettarsi oltre di sè, verso altro e quindi verso percorso potenzialmente inadeguato o pericoloso per la persona.
Essendo un discorso rivolto ai giovani adolescenti, vi ho intavisto come sottintesi alcuni degli abusi attualmente più diffusi: "Alcool, sostanze...."sicuramente considerate dai giovani fonti di divertimento ma la cui dannosità è a tutti altrettanto nota.
Gustare la vita ha sicuramente un impatto uditivo più elegante e completo..pur avendo anch'esso agganci semantici col piacere, dà l'impressione di essere d'impatto più legittimabile.
E come "gustarsi un frutto squisito" indica l'assaporare lento e consapevole di una cosa preziosa, così va riconosciuta alla vita un enorme valore per ogni esperienza positiva o negativa essa offra.
Un atteggiamento serio e rilassato, l'impegno di affrontare le sfide senza mai drammatizzare, un sereno equilibrio interiore, sono gli stati dell'anima più favorevoli.
Cerchiamo quindi d'imparare insieme a gustare la nostra imperfetta ma unica vita....

Annalisa
giovedì 6 maggio 2010
GLI ALTRI
Ogni volta che una nuova persona entra nella nostra vita
il nostro percorso cambia
noi ci modifichiamo
e nell'attimo esatto in cui ogni "Altro"arriva
noi non siamo più quelli di prima.
Allo stesso modo
ogni piccola foglia che cade in grande fiume
lo modifica
e quel fiume non sarà più
lo stesso fiume di prima.
R. Bondavalli
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