IL SENSO
LA GRANDIOSITA' DELLA NATURA
COSI' SEMPLICE
ED APPAGANTE MI TRASMETTE
UN IMPAREGGIABILE
SENSO DI REALIZZAZIONE
NON ESISTE PER ME NULLA DI PIU' PERFETTO....
DI FRONTE AD ESSA LA MIA SETE DI CONOSCENZA
RISULTA INESAURIBILE
Annalisa
COSI' SEMPLICE
ED APPAGANTE MI TRASMETTE
UN IMPAREGGIABILE
SENSO DI REALIZZAZIONE
NON ESISTE PER ME NULLA DI PIU' PERFETTO....
DI FRONTE AD ESSA LA MIA SETE DI CONOSCENZA
RISULTA INESAURIBILE
Annalisa
Pagine
Muffa
giovedì 21 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
Tra le onde
Ogni giorno aspettavo con pazienza il momento in cui la spiaggia si svuotava e si poteva godere di un po' di tranquillità in quel lido affollato.
Di solito erano le diciannove del pomeriggio, momento in cui la temperatura dell'acqua era al massimo del suo tepore e i raggi del sole ormai arrossati, riducevano il riflesso sugli occhi.
Un orario rilassante, accogliente ed esclusivo.
Noncurante degli impegni serali m'immergevo lentamente nel mare giocando tra le onde.
Onde variabili , a volte alte, a volte solo leggermente increspate.
L'attesa della cresta schiumosa per buttarcisi sopra di pancia o di schiena era il mio gioco preferito: una reminiscenza infantile che forse oggi richiede un po' di riservatezza per divertire veramente.
Sentirne il profumo e il lieve scroscio della schiuma sotto il mento mi riempiva di gioia, questo contatto totalizzante con la natura mi fa sempre sentire bene e in perfetta armonia con l'universo.
In questi momenti però mi venivano un sacco di dubbi sul movimento del mare e mi ponevo un sacco di domande:
- Chissà se esiste una logica nel movimento delle onde?
- Chissà se come per le maree vi è qualche condizionamento astrologico o gravitazionale?
- Forse dipendono dalle raffiche del vento che soffia incostante?
Vorrei intervistare un uomo di mare.
Io restando lì a giocare con le onde ho avuto l'impressione che avessero una ritmicità quasi matematica: le più alte arrivavano in serie di sei o sette dopo una pausa costante di quattro minuti......ma forse è solo fantasia.
Le onde s'infrangevano una ad unaIo stavo sola con la sabbia e con la spuma
Del mare che cantava soltanto per me.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN
sabato 23 aprile 2011
Alla scoperta di monte Perego
Casa colonica padana
L'arrivo a Rivalta sul Mincio


L'inizio del bosco di Monte Perego
Nessuno di noi sapeva che ci fosse un monte a pochi chilometri dalla città di Mantova e, in effetti, non vi è alcun rilievo significativo tale da essere geologicamente dichiarabile come tale. Si tratta solo di una zona leggermente più elevata ma discretamente boschiva, pertanto tale da meritare l' appellativo di monte.
La particolarità di questo ambiente, è che ospita un antico ontaneto ovvero un bosco di ontani, piante tipiche della nostra zona.
Naturalmente il passare del tempo ho diversificato notevolmente l'assetto del bosco, arricchendolo di nuove specie vegetali tra cui numerosi gelsi, rubinie, pioppi bianchi e moltissime altre piante arbustive ed erbacce tipiche del territorio padano.
Essendo Monte Perego situato tra l'abitato delle Grazie e quello di Rivalta sul Mincio, è possibile inoltrarsi nel grazioso paesino, sede del Centro Parco del Mincio, che ha conservato ancora oggi, tratti caratteristici del passato rurale e che permette di vedere la sponda destra dell'omonimo fiume tratto decisamente suggestivo ed apprezzabile da grandi e piccini.
AL RIENTRO DA QUESTA ESCURSIONE, HO PENSATO CHE QUALUNQUE VIAGGIO, BREVE O LUNGO CHE SIA, VA RICONOSCIUTO COME TALE, OGNI VOLTA CHE AUMENTA LA NOSTRA CONOSCENZA E CI ARRICCHISCE DI NUOVE SENSAZIONI.
UN TUFFO IN UN'OASI VERDE DOPO SETTIMANE DI RIGOROSA VITA IN CITTA' E' SEMPRE INDISCUTIBILMENTE EMOZIONANTE.
E TUTTI I PRESENTI, GRANDI E PICCINI CHE FOSSERO, MI HANNO DATO RAGIONE ASSAPORANDO IL DIVERSO PROFUMO DELL'ARIA E IL DIVERSO COLORE DEL CIELO.
W LA NATURA!!!
giovedì 21 aprile 2011
Donne che camminano

Ogni volta che mi è possibile, vado a camminare insieme ad altre donne.
Una vicina all'altra, si sceglie un luogo pregno di natura e si va con l'obiettivo apparente di bruciare qualche caloria in eccesso ma in verità si tratta di un momento di profonda condivisione.
Lo scorso anno lo si faceva ogni giovedì partendo da una palestra per risalire l'argine del fiume Mincio, lungo una strada sterrata molto bella che conduceva in aperta campagna.
Dopo il centro abitato di Pietole, si arrivava infatti alla zona dei campi coltivati e successivamente a quella dei pioppeti: alternanza di colori, forme e variabilità di cieli, talvolta sereni, talvolta minacciosi.
In tutto, nella nostra ora e mezza di percorso si facevano al massimo quattro chilometri, non molti per la linea ma molti per la mente.
Ogni volta era come un plasmarsi l'una all'altra rinunciando un po' alla propria
vita per assumere quella della compagna di viaggio: amore, figli, matrimonio,
sesso e salute:mai nulla di frivolo,nulla di scontato.
Io amo la complicità tra donne ed ora che si è tutte più simili nell'anima, è più
facile ottenerla rispetto a quando si era giovani.
Ho portato amiche in alta montagna con me, lungo le ampie spiagge del sud Sardegna, nelle vie polverose di qualche nuova città o sui comodi sentieri della Val di Non..ogni volta amiche diverse ma lo stesso entusiasmo di fondersi nello scoprirsi e nel raccontarsi.
Così facendo, si sono creati forti legami ed anche se ci si vede pochissimo,alla fine è come aver realizzato una reciproca simbiosi, indistruttibile dal tempo.
Io vedo ovunque donne che camminano insieme, alla scoperta di nuove città,
paesi o località di mare, persino le straniere dell'est europeo trasferitesi qui, alla domenica si rilassano così sul lungorio di Mantova.
Credo sia parte di una matrice comune dell'essenza femminile, senza distinguo di razza o ceto.
Il mio augurio dunque è di poter continuare a camminare insieme lungo i sentieri della vita ogni volta che sarà possibile, alla ricerca di nuove risposte o semplicemente per godere appieno della bellezza di un luogo, di un paesaggio, in sintonia con se stesse e l'universo che ci circonda.
Una vicina all'altra, si sceglie un luogo pregno di natura e si va con l'obiettivo apparente di bruciare qualche caloria in eccesso ma in verità si tratta di un momento di profonda condivisione.
Lo scorso anno lo si faceva ogni giovedì partendo da una palestra per risalire l'argine del fiume Mincio, lungo una strada sterrata molto bella che conduceva in aperta campagna.
Dopo il centro abitato di Pietole, si arrivava infatti alla zona dei campi coltivati e successivamente a quella dei pioppeti: alternanza di colori, forme e variabilità di cieli, talvolta sereni, talvolta minacciosi.
In tutto, nella nostra ora e mezza di percorso si facevano al massimo quattro chilometri, non molti per la linea ma molti per la mente.
Ogni volta era come un plasmarsi l'una all'altra rinunciando un po' alla propria
vita per assumere quella della compagna di viaggio: amore, figli, matrimonio,
sesso e salute:mai nulla di frivolo,nulla di scontato.
Io amo la complicità tra donne ed ora che si è tutte più simili nell'anima, è più
facile ottenerla rispetto a quando si era giovani.
Ho portato amiche in alta montagna con me, lungo le ampie spiagge del sud Sardegna, nelle vie polverose di qualche nuova città o sui comodi sentieri della Val di Non..ogni volta amiche diverse ma lo stesso entusiasmo di fondersi nello scoprirsi e nel raccontarsi.
Così facendo, si sono creati forti legami ed anche se ci si vede pochissimo,alla fine è come aver realizzato una reciproca simbiosi, indistruttibile dal tempo.
Io vedo ovunque donne che camminano insieme, alla scoperta di nuove città,
paesi o località di mare, persino le straniere dell'est europeo trasferitesi qui, alla domenica si rilassano così sul lungorio di Mantova.
Credo sia parte di una matrice comune dell'essenza femminile, senza distinguo di razza o ceto.
Il mio augurio dunque è di poter continuare a camminare insieme lungo i sentieri della vita ogni volta che sarà possibile, alla ricerca di nuove risposte o semplicemente per godere appieno della bellezza di un luogo, di un paesaggio, in sintonia con se stesse e l'universo che ci circonda.
lunedì 18 aprile 2011
Quale verità
Le persone non fanno i viaggi,
sono i viaggi che fanno le persone
John Steinbeck
tramonto a Stone Town (Zanzibar)
giovedì 14 aprile 2011
Parco del MIncio
sabato 9 aprile 2011
viaggio
Io ho bisogno di viaggiare spesso,
come non importa
e neppure con chi.
Chi mi ama lo sa
e se smette di assecondarmi
mi perde.
Non smetterò mai di farlo,
con qualunque mezzo
e in qualunque luogo.
Il viaggio mi rinnova,
mi ricarica,
mi dà evasione,
mi arricchisce.
Serve molta energia
e molta forza di volontà;
forse non navigherò sulle rapide dell'Ardèche
non farò mai campi base sull'Himalaya
non mi lancerò da un paracadute
e non farò ferrate...
Ma tutto il resto rimane possibile,
e ce n'è!!!!
venerdì 28 gennaio 2011
Quarantanove anni
StefanoOggi ti faccio gli auguri in modo plateale, a te che odi il web, Internet e la comunicazione di massa ed ami solo il tuo piccolo regno personale.
Marito Titanico, ti stai apprestando ad intraprendere la strada dei cinquant'anni, e forse dovrò rassegnarmi il prossimo anno a regalarti una torta con una giovane ventenne dentro ( viste le statistiche sulle involuzioni maschili di quel periodo)...
Ma per ora, visto che ho un anno di buono per stare tranquilla, accontentati delle mie parole cariche di affetto, stima e gratitudine...dato che in fondo sei l'unico uomo in grado di sopportarmi completamente e di mantenere fede a tutte le promesse che mi fai.
Sei solenne, rassicurante e protettivo e il tuo fascino e la tua bellezza, con mio grande stupore, non sfumano nonostante l' età insidiosa.
Da quando sto con te, e cioè da sempre, ho imparato che sei un esemplare rarissimo di persona coinvolta e coerente e sai viziarmi ancora di più di quanto mi fosse capitato in passato.
Con te esaudisco ogni desiderio e posso intraprendere qualunque impresa, anche se sei molto esigente ed esclusivista e non ami condividermi col mondo.
Ma dopo il decennio della passione e quello della simbiosi , abbiamo da poco concluso quello della crescita personale e ciascuno di noi ha imparato a rispettare i desideri e gli interessi dell'altro concedendo spazi e tempi individuali mai preventivabili prima.
Spero che in nostro quarto decennio insieme sia quello del divertimento allo stato puro, direi che quest'anno abbiamo iniziato alla grande....speriamo di continuare ancora.
Con l'amore e lo spirito guerriero di sempre
Anna
sabato 22 gennaio 2011
Casa 69 di Negramaro, non solo una canzone

C’è un treno che passa
la casa che trema
e il cielo si piega
su rovi d’attesa
e un brivido corre
lungo tutta la schiena
sono anni di merda
forse un livido appena
è la vita che passa
è il tuo cuore che trema
è il mio corpo a piegarsi
sui tuoi nervi di tela
sono rami le ossa
e una foglia è già morta
non arriva più l’aria
alla testa
che importa a noi?
che importa poi?
tanto il tempo
passa e passerà
come il treno andrà
verso un’altra direzione
che nessuno mai saprà
che importa a noi?
che importa poi?
tanto il treno
passa e passerà
c’è un treno che passa
tra i ricordi e la schiena
si colora di sangue
questo cielo di sera
e si tuffa nel fango
come fossi di crema
io rimango nell’ombra
disegnato su tela
è la vita che passa
è il tuo culo che trema
è il mio corpo che annega
in un mare di cera
son cristallo le ossa
muore l’ultima foglia
e questi anni di merda
sono un livido appena
è la vita che passa
è il tuo cuore che trema
è il mio corpo a piegarsi
sui tuoi nervi di tela
sono rami le ossa
e una foglia è già morta
non arriva più l’aria
alla testa
che importa
non ne vale la pena
più di partire
non ne vale la pena
io non voglio morire
tra i fantasmi di turno
io non voglio sparire
tra i fantasmi d’autunno
voglio solo dormire
come fa nell’aututnno
quest’estate già spenta
nei tuoi occhi si è spenta
come questo treno che passa
c’è un treno che passa
questo treno che passa
c’è un treno che passa
noi…
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