Ogni giorno aspettavo con pazienza il momento in cui la spiaggia si svuotava e si poteva godere di un po' di tranquillità in quel lido affollato.
Di solito erano le diciannove del pomeriggio, momento in cui la temperatura dell'acqua era al massimo del suo tepore e i raggi del sole ormai arrossati, riducevano il riflesso sugli occhi.
Un orario rilassante, accogliente ed esclusivo.
Noncurante degli impegni serali m'immergevo lentamente nel mare giocando tra le onde.
Onde variabili , a volte alte, a volte solo leggermente increspate.
L'attesa della cresta schiumosa per buttarcisi sopra di pancia o di schiena era il mio gioco preferito: una reminiscenza infantile che forse oggi richiede un po' di riservatezza per divertire veramente.
Sentirne il profumo e il lieve scroscio della schiuma sotto il mento mi riempiva di gioia, questo contatto totalizzante con la natura mi fa sempre sentire bene e in perfetta armonia con l'universo.
In questi momenti però mi venivano un sacco di dubbi sul movimento del mare e mi ponevo un sacco di domande:
- Chissà se esiste una logica nel movimento delle onde?
- Chissà se come per le maree vi è qualche condizionamento astrologico o gravitazionale?
- Forse dipendono dalle raffiche del vento che soffia incostante?
Vorrei intervistare un uomo di mare.
Io restando lì a giocare con le onde ho avuto l'impressione che avessero una ritmicità quasi matematica: le più alte arrivavano in serie di sei o sette dopo una pausa costante di quattro minuti......ma forse è solo fantasia.
Le onde s'infrangevano una ad unaIo stavo sola con la sabbia e con la spuma
Del mare che cantava soltanto per me.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

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